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Si è conclusa con la scelta della “Band per la Pace” la tre giorni di arti libere contro le guerre, le discriminazioni e la violenza all’interno del centro storico di Villaricca. Applausi anche per la giovane formazione anticamorra Houselesi, età media 13 anni, con il pezzo Terra sui roghi tossici e il gruppo Marenia per i testi denuncia sociale contro il razzismo dilagante e ogni tipo di illegalità
La terza edizione dell’Awop, il Festival della Pace dell’associazione musicale illimitarte, col contributo dell’assessorato comunale Grandi Eventi, ha eletto come “Peace builder” la formazione Dioniso Folk Band (composta da Massimo De Vita: voce, ukulele, oud, tin e low whistle, cornamusa, chitarra, diamonica, harmonium, bodhran e altre percussioni; Gianluca Arpinta Rovinello: arpa celtica, armonica, voce; Alessandro Grossi: flauto traverso, bouzouki irlandese, ciaramella, flauti a becco, quena, organetto; Michelangelo Banjo Bencivenga: chitarra acustica - elettrica, banjo e cori; Marco Gagliano: batteria e percussioni; Pasquale Casoria: basso). A novembre il gruppo andrà a Faenza per rappresentare il Festival della Pace Awop al Meeting delle etichette indipendenti. L’anno scorso “A World of Peace” si è piazzato al secondo posto nella lista dei migliori 10 festival italiani stilata dai giurati del Mei. Un’ulteriore gratificazione che era arrivata dopo l'elogio scritto del presidente Napolitano.
L’edizione di quest’anno ha ruotato attorno ad un tema centrale: il 65esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e il dramma della bomba atomica a Hiroshima e Nagasaki.
“Siamo soddisfatti del risultato- dice Vincenzo Palumbo, assessore comunale ai Grandi Eventi- Il Festival della Pace ridisegna il centro storico e lo rende vivo e pulsante, proponendo intrattenimento di qualità e anche momenti preziosi di riflessione sui grandi temi di attualità”.
“Siamo felici di aver dimostrato anche quest’anno che la Cultura è un investimento sul futuro che è ancora possibile fare - dice Raffaele Cardone, presidente dell’associazione musicale illimitarte – Mettere assieme 700 artisti che arrivano anche da fuori regione fa crescere questo territorio e non lo rilega più, anche nella visione dei mass media, come teatro di guerre di camorra e di sversamenti illegali di rifiuti. Temi che ci stanno a cuore e di cui discutiamo sempre nel tentativo di proporre soluzioni che arrivino dalla rete di associazioni che si muovono attorno al Festival della Pace”.
Tre i palchi nel centro storico, tra piazza Majone e via Sei Martiri, chiuso al traffico dalle 20, per mettere in scena mostre fotografiche e di pittura, concerti musicali, esibizioni di artisti di strada, video, rappresentazioni teatrali e cabaret. Le arti libere hanno sfidato persino la pioggia di sabato. Per più di un’ora il concerto si è spostato dal palco ai porticati di piazza Majone per un live acustico di grande effetto al quale hanno partecipato, tra gli applausi, musicisti delle diverse formazioni presenti.
Grande attenzione anche per i nuovi gruppi. Dopo i Bidonvillarik, sempre da un’idea illimitarte nasce la seconda formazione anticamorra: gli “Houselesi”- composto da Vincenzo Petrone, Guido Foi, Umberto Cecere, Daniele Chiarolanza, età media 13 anni- che ha proposto il brano Terra sulla devastazione delle coltivazioni su un territorio assediato dai roghi di rifiuti tossici.
Tante anche le occasioni per artisti e associazioni per confrontarsi sui temi di attualità grazie a un seminario sulla musica con Lino Vairetti degli Osanna, e tre convegni: sulle testimonianze di Guerra (con i storici locali), sul futuro dell’integrazione multietnica (con i rappresentanti delle associazioni e delle comunità di pakistan, india, palestina, rom), sull’ambiente con Legambiente Campania, Wwf, Gruppo aereo della Guardia di Finanza, i rappresentanti di Waste emergency. La proiezione di documentari sui campi rom, sulla diversità e, in anteprima nazionale, "La selva di Chiaiano. Il Parco delle sorprese".
Convegni e seminari sono stati pubblicati su iTunes nel programma Popòdcast Speciale Awop.
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